Vorresti guardare il mondo attraverso nuove lenti? Ecco il pensiero laterale

aprile 6th, 2015 | Posted by admin in Neuroscienze

pensiero laterlaeLa definizione di pensiero laterale viene coniata da E. De Bono e con questa si intende un diverso utilizzo, più creativo, dell’intelletto.

Un passo indietro: nella storia da Aristotele in poi la facoltà esercitata dalla ragione, ovvero la logica, viene “osannata” come lo strumento principe di cui l’intelletto si serve, per l’appunto. L’assunto che conferisce forza al pensiero laterale, si traduce nel fatto che ,il carattere di imprevedibilità delle nuove idee, già di per sé fa capire come queste ultime possono non essere necessariamente l’esito di ragionamenti guidati dalla logica.

De Bono nella sua trattazione fa riferimento al pensiero verticale per definire il metodo logico e ,a quello laterale , per delineare il metodo altro. Pensiero laterale ancora non solo impiegato per la soluzione di problemi, ma anche per inforcare “nuovi occhiali” con i quali guardare la realtà circostante e sé stessi, oltre che interessarsi di idee nuove di qualsiasi foggia esse siano.

La mente dell’uomo interpreta ciò che le accade secondo il criterio della probabilità ed è l’esperienza e la necessità dello hic et nunc, a determinare il maggiore o minore grado di tale probabilità.

Alla luce di quanto appena descritto, il pensiero verticale si “struttura” attraverso il criterio della massima probabilità. Un classico esempio per spiegare quanto sopra, è quello del millepiedi: esso non si “muoverebbe” più se dovesse divenire consapevole delle sue mille zampette, e per ciascuna di esse essere consapevole della meccanica del movimento che le sottende. Riassumendo: il pensiero verticale si “attiva” nella condizione in cui ci sia una direzione da imboccare, necessita di una correttezza step by step, è un processo finito e ricalca i percorsi con il più alto tasso di probabilità. Il pensiero laterale invece, si “attiva” per crearne una di direzione, non necessita della ortodossia  step by step, può esplicarsi a salti ed indaga anche vie con minor tasso di probabilità.

Per sviluppare il pensiero laterale che, di per sé non è un insight che  avviene estemporaneamente, è necessario di un ambiente che lo stimoli e di azioni che lo possano rendere effettivo. Interessante è la tecnica dei sei cappelli per pensare dello stesso E. De Bono stesso. Quest’ultima viene così chiamata perché consta della presenza di sei cappelli appunto, ognuno dei quali ha un colore ed ognuno dei quali  analizza il problema in questione, secondo la propria, e quindi diversa, prospettiva.

Si affronta il problema attraverso un cappello per volta con l’ordine che segue: blu – bianco – rosso – verde – nero – giallo.

Blu:  si analizza quale sia il problema, da cosa sia originato e perché sia così difficile da risolvere

Bianco: si enucleano i dati oggettivi del problema, non richiede interpretazioni (es.: non ho soldi per andare in vacanza, qui comparirà il costo della vacanza, eventuali promozioni etc)

Rosso: si annota come ci fa sentire il problema ed il perché. Qui si comincia a fare una distinzione tra lato soggettivo ed oggettivo del problema stesso.

Verde: si annota in che modo si possa risolvere il problema, non importa pensare se la soluzione sia più o meno fattibile

Nero: ci si concede di far emergere da dentro tutto il pessimismo, e si annota il perché il problema sembra così irrisolvibile.

Giallo: si riprendono tutte le idee scaturite dai primi cappelli e lesi supporta pensando a come una determinata soluzione potrebbe funzionare.

Blu: si scremano tra le diverse soluzioni trovate, quelle maggiormente applicabili, ed le si attua attraverso l’agire.

Ciò che si rileva da tale tecnica è che, se la mente è “costretta” a concentrarsi su di una cosa per volta, avrà prestazioni più elevate dal punto di vista qualitativo.

Il pensiero laterale è strettamente connettibile alla creatività, e questa è un terreno che sia il pensiero parallelo stesso, che l’ipnosi possono avere in comune. A tal proposito M. Erickson e Rossi insegnano, quando ad esempio consigliano di leggere un libro, partendo dall’ultimo capitolo per poi cercare di immaginare ed intuire ciò che poteva essere accaduto precedentemente. Se questo non è allenare la propria creatività!

L’ipnosi può stimolare ed implementare la creatività delle persone in quanto “pesca” e recupera nelle stesse, tra le risorse e capacità inconsce già presenti in loro.

Dal punto di vista prettamente neurochimico nello stato di trance profonda vi è la presenza massiccia di onde cerebrali Theta: queste ultime a differenza di quelle Beta (predominanti nello stato di veglia) ed Alfa (tipiche degli stati di rilassamento psico fisico e del distacco dalla realtà esterna), hanno un numero minore di cicli al secondo (5-7) e presenziano in fase di sonno REM. Tali onde cerebrali, sono inoltre collegabili alla produzione immaginativa tipica dello stato ipnagogico, dalla veglia al sonno per intenderci.

Per concludere ecco esempi di esercizi per “allenare” il pensiero laterale sui quali potersi cimentare per  la “sezione”rispettivamente del:

  • pensiero laterale realistico: una donna cammina sull’acqua, come si spiega? L’acqua in quel punto è profonda 6 metri, la donna cammina effettivamente sull’acqua, non indossa scarpe speciali.
  • Risposta:  la donna cammina su di una superficie di lago ghiacciato.
  • pensiero laterale surreale: un cavallo senza cavaliere vola sopra una terra ed atterra su di un uomo, il quale sparisce, come si spiega?
  • Risposta: trattasi di una mossa del gioco degli scacchi.

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