Cosa Faccio

Consulenze su

1) Stati d’ansia: lo stato d’ansia è un peculiare stato psico-fisico in cui il soggetto si trova quando deve affrontare situazioni difficoltose, di disagio/inadeguatezza o situazioni che per il soggetto possono essere potenzialmente tali. In seduta, attraverso una adeguata comprensione del professionista dei meccanismi sottostanti a tali circuiti ansiogeni, è possibile ripristinare e/o sostituire successivamente lo stato attuale con nuovi schemi d’azione (modus operandi) più adeguati, i quali permetteranno al soggetto la sperimentazione del netto miglioramento degli stati ansiosi.

2) Lutti/Life Events: nella quotidianità capitano eventi definibili luttuosi in quanto portatori di cariche emotive molto intense che possono completamente destabilizzare il soggetto che le vive. Essi possono riguardare: perdita delle persone care, del proprio animale, del lavoro, trasferimenti, difficoltà economiche ecc. Il professionista può aiutare la persona ad elaborare tali eventi riducendo pian piano l’intensità e negatività della carica emotiva associabile all’evento, e fornendo al contempo al paziente strategie per affrontare tale dinamica. L’ascolto empatico e l’alleanza terapeutica inoltre, quali fattori terapeutici di primaria importanza ed altamente specifici, completano il “protocollo” di intervento e/o sostegno.

3) Gestione dello stress: lo stress, a livello psicologico, è uno stato di irritabilità, irrequietezza, talora agitazione, in cui i pensieri si susseguono a cascata oppure latitano in una sorta di impasse, in cui agire prontamente ed efficacemente diviene sempre più difficoltoso. A livello neuro-anatomico anche lo stress è caratterizzato da peculiari “circuiti”. Un mirato intervento può contribuire allora al miglioramento per il soggetto della situazione contingente in quanto supportato dal professionista ad elaborare nuovi angoli di visioni (ovvero nuove lenti con cui approcciarsi e guardare gli eventi stressogeni), e nuove strategie rispettando in un’ottica prettamente naturalistica la storia, le risorse, le capacità, la vulnerabilità, gli obiettivi-mete della persona stessa.

4)  Sostegno alla genitorialità: essere genitori, in questo momento storico, è diventato più che mai una missione molto difficile, in quanto precarietà ed incertezza, sia lavorativa che conseguentemente emotiva e psicologica, la fanno da protagoniste. Il genitore molto spesso si sente solo, abbandonato dalle istituzioni e più in piccolo (ma non secondariamente a livello di importanza) dalle agenzie di formazione educativa primaria, quale la scuola ad esempio. Ecco che allora sostenere ed aiutare il genitore a ripercorrere le dinamiche psicologiche e relazionali tra lui ed i suoi figli diviene fondamentale per ripristinare ed instaurare armonia, alleanza; e per strutturare rapporti funzionali alla crescita psicofisica del figlio da un lato, ed alla consapevolezza e serenità genitoriale dall’altro: un incontro positivo, creativo, sano tra generazioni. Anche lo sviluppo di strategie mirate ad affrontare lo stress ed il senso di inadeguatezza e/o colpa legato a certe situazioni, è fondamentale. L’ascolto empatico ed il riuscire a sviluppare l’alleanza terapeutica fanno la differenza in un’ottica di intervento.

5) Miglioramento prestazionale: i ritmi che la vita odierna impone sono molto veloci e di pari passo le prestazioni richieste alle persone sono sempre più incalzanti ed elevate. Esse riguardano diversi ambiti: sociale, genitoriale, familiare, lavorativo. Individuare insieme al soggetto i punti di forza e di debolezza delle proprie strategie attuali può essere un valido aiuto per scoprire falle nel modo di concepire, elaborare, mettere in atto i propri progetti. Prestazioni efficaci hanno desumibilmente alle spalle strategie e percorsi applicativi altrettanto efficaci.

6) Gestione pensieri/sentimenti negativi: capita che i pensieri possano, in determinati periodi della propria esistenza, affollare la mente in un susseguirsi repentino ed a spirale in cui fermarsi risulta molto difficile: più delicata è la dinamica in cui tali pensieri hanno un contenuto negativo ossessivo, catastrofista con sfumature depressive. Il professionista può aiutare il soggetto a ricercare le caratteristiche che caratterizzano i propri pensieri; così come provare ad osservarli con modalità diverse arricchite dal recupero di risorse e competenze personali.

7) Sostegno alla dieta: un ascolto empatico ed un sostegno per lenire e ridurre il senso  di inadeguatezza, di fallimento, di colpa legato molto spesso a condotte alimentari compulsive, disfunzionali, anoressiche e/o bulimiche è di fondamentale importanza. Comprendere le dinamiche sottostanti, salvo consenso della persona, a tali condotte e/o disturbi, e cosa le scateni ed i vissuti ad esse collegate è un altro step necessario quanto mai utile.

8) Sostegno all’Io: in tutti i punti trattati precedentemente il sostegno all’Io si rivela fondamentale. Un Io rafforzato nelle sue parti e nei suoi contenuti maggiormente deficitari, vulnerabili, immaturi, può senz’altro essere l’anticamera più efficace con la quale affrontare e proseguire percorsi terapeutici.

Sono una Psicologa che opera a Mirano – Venezia, ricevo in Via Ballò di Mirano 102/d

 

Contattami per una consulenza su elena@psicologo-venezia.com – 366/3491879

5 Responses

Leave a Reply

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *