Il cervello: solo esercizio della ragione?

aprile 13th, 2015 | Posted by admin in Neuroscienze

WCENTER 0REDADFGHZ -Il cervello umano: non solo esercizio della ragione

Joseph Ledoux è uno dei più riconosciuti studiosi nel campo della neurobiologia, e ne “Il cervello emotivo” tratta di come esista un cervello prettamente emotivo in cui le emozioni rivestirebbero un ruolo fondamentale e proverrebbero dal cervello stesso. Plutchik distinguerebbe 3 diadi di emozioni: diadi primarie: gioia+accettazione=amicizia; paura+sorpresa=allarme. Diadi secondarie: gioia+paura=senso di colpa; tristezza+paura=risentimento. Diadi terziarie: gioia+sorpresa=delizia; anticipazione+paura=ansia.

Le due vie emotive

Ledoux sottolinea le modalità con cui il cervello percepirebbe gli stimoli ritenuti emotivamente significativi, eccitanti e successivamente vi risponderebbe; quelle di come si verificherebbe l’apprendimento e si costruirebbero i ricordi emotivi e quelle ancora secondo cui i sentimenti di cui si avrebbe consapevolezza emergerebbero da processi inconsci. Sommariamente esisterebbero 2 vie emotive, quella bassa e quella alta. Nella prima il percorso è il seguente: stimolo emotivo → talamo sensoriale → amigdala → risposte emotive. Quello alto: stimolo emotivo → talamo sensoriale → corteccia sensoriale → amigdala → risposte emotive. La via bassa è più breve e veloce ma evitando la “tappa” della corteccia non potrebbe usufruire della elaborazione corticale: la rappresentazione dello stimolo alla amigdala sarebbe di natura “essenziale”. Tale via sarebbe utile nel rispondere immediatamente a stimoli pericolosi, o meglio che in potenza potrebbero rivelarsi tali, senza essere a conoscenza di cosa si tratti. Nonostante ciò il percorso indiretto, ovvero la via alta, dovrebbe prevalere su quello diretto. Alle emozioni corrisponderebbero le relative memorie ed ad esse i relativi sistemi cerebrali. Schematicamente: ad esempio la situazione emotiva traumatica può essere contenuta ed elaborata da un lato dal sistema della amigdala; in questo “circuito” gli stimoli provocherebbero le tensioni muscolari, la variazione della pressione sanguigna, la frequenza cardiaca, il rilascio degli ormoni ed altre risposte fisiologiche cerebrali, si parla di memoria emotiva. Dall’altro lato la situazione emotiva viene “elaborata” dal sistema dell’ippocampo e ciò che viene ricordato riguarda essenzialmente “con chi ero e cosa facevo”: in sostanza il fatto nudo e crudo. In questo caso invece si fa riferimento alla memoria esplicita emotiva, dichiarativa, cosciente. In eventi traumatici i due sistemi di memoria, implicita ed esplicita, funzionerebbero e lavorerebbero sinergicamente in parallelo: questi sistemi di memoria, essendo attivati dagli stessi stimoli, sembrerebbero far parte di un’unica funzione della memoria anche se creerebbero delle funzioni delle memorie indipendenti.

Le due vie sono entrambe utili nella quotidianità

Riassumendo: l’attività del sistema di memoria esplicita dipendente dall’ippocampo risulterebbe nella consapevolezza del sapere e/o delle esperienze immagazzinate (emozioni passate). L’attività invece del sistema di memoria implicita dipendente dall’amigdala risulterebbe tradursi nella espressione delle risposte emotive (di difesa specificatamente, emozioni attuali). Nella esperienza cosciente immediata infine, “risiedente” nella cosiddetta working memory, ovvero memoria di lavoro, si assisterebbe alla intersezione della memoria esplicita e della eccitazione emotiva. Più semplicemente: diveniamo anche consapevoli d’essere eccitati dal punto di vista emotivo e ciò permetterebbe di legare, fondere nella coscienza i ricordi espliciti di situazioni passate e l’eccitazione emotiva immediata: così i nuovi ricordi espliciti, formatisi inerentemente ai ricordi passati potrebbero assumere anche loro una nuance emotiva. Il tutto a sottolineare come il cervello umano non sia solo trattabile ed argomentabile attraverso le ortodosse funzioni prettamente cognitive: il cervello umano è anche cervello emotivo.

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