Stati d’ansia: come riconoscerli e trattarli?

maggio 5th, 2015 | Posted by admin in Ipnosi | Psicologia Clinica

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Chi di noi non ha mai vissuto uno stato d’ansia perchè in una particolare situazione, quale: il dover affrontare un compito, l’ottenere un buon risultato ad una prestazione, od altro? Chiaramente, vi è una distinzione tra stati d’ansia e di angoscia; definibili quest’ultimi quali intensi sentimenti di ansia e/o apprensione, non semplicemente minacciosi, ma devastanti per chi li vive. Solitamente, una volta affrontato l’evento per il quale l’ansia era sorta, esso si affievolisce sino a scomparire.

Cause bio chimiche dell’ansia
Una accreditata e recente ricerca, tra i cui ricercatori compare R. Pawlak, avrebbe scoperto che l’amigdala, ovvero la sede delle emozioni nel cervello e facente parte del sistema limbico, in situazioni e/o eventi stressogeni, reagirebbe increnmentando la produzione di una proteina, la neurospina; che a sua volta innescherebbe una cascata di eventi, atti a produrre un incremento dell’attività amigdalica stessa, tra cui quello legato all’attivazione di un gene, che, a livello cellulare, caratterizzerebbe la risposta allo stress.

Lo studio etologico, quindi comportamentale, basato su alcuni topi alle prese con un labirinto, ha dimostrato come, gli stessi topi, eviterebbero sotto stress, le aree del labirinto nelle quali non avrebbero dimestichezza. Però, quando le proteine in questione descritte sopra, vengono arrestate o per mezzo dei farmaci o per mezzo di una terapia genica; si è potuto dimostrare che i topi non dimostravano più quei tratti di ansia: in pratica,le conseguenze comportamentali legate allo stress, venivano azzerate.

Dal punto di vista clinico, gli stati d’ansia, specie se cronicizzati, si strutturano in disturbi d’ansia. Brevemente, il DSM V, li ripartisce come segue:
mutismo elettivo, fobia specifica, disturbo d’ansia da separazione, disturbo d’ansia sociale, disturbo d’ansia da condizione medica, altro disturbo d’ansia specifico, disturbo non altrimenti specificato, disturbo da panico ed agorafobia.

Cause
Sono numerose le teorie atte a spiegare le cause della genesi dell’ansia; alcuni studiosi privilegiano la componente psicologica: l’ansia sarebbe la derivante di conflitti psicologici già esistenti; altri la componente sociale: la famiglia, quale prima e fondamentale agenzia educativa e pedagogica, sarebbe responsabile di strutturare il temperamento del figlio; altri quella prettamente biologica. Qui, la modificazione di alcuni neurotrasmettitori (sostanze chimiche fondanti il sistema nervoso) quali serotonina, noradrenalina e gaba (il più importante neurotrasmettitore inibitorio del sistema nervoso centrale),provocherebbero a loro volta l’insorgenza dei disturbi psicologici.

L’Ipnosi trova ottimo impiego nel trattamento dei disturbi d’ansia. Una volta escluse, dopo accurata anamnesi del paziente, condizioni mediche importanti e/o sindromi a carattere psichiatrico, si cerca di affrontare l’ansia così come si presenta coi suoi correlati psicologici (senso di inadeguatezza, di fallimento, irritabilità, nervosismo, insicurezza etc…) e neurovegetativi ( tachicardia, capogiri, aumentata sudorazione, aumento della frequenza respiratoria e cardiaca, etc…). L’utilizzo della Ipnosi, negli stati e disturbi d’ansia, prevede inizialmente un training di rilassamento generale, in cui il soggetto possa esperire (come non riesce a fare da solo) sensazioni di benessere, leggerezza, positività. Questo “nuovo”esperire, può risultare davvero lo spartiacque tra presente, futuro e passato della storia del paziente; difatti egli ora sa che può riuscire a rilassarsi, grazie alla sua mente inconscia, e godere appieno di tale stato, di cui egli è il fautore ed unico protagonista. Successivamente, il terapeuta può utilizzare, tra le suggestioni, metafore, immagini, suoni, evocazioni di odori, sapori (secondo il canale sensoriale utilizzato preferibilmente dal soggetto); quelli maggiormente adatti a quel, e solo quel paziente: in base alla sua storia personale. Queste induzioni, che iniziano dal far raggiungere uno stato di rilassamento generalizzato, per affinarsi progressivamente e divenire contenutisticamente “tagliate su misura”per la persona; permettono il dispiegarsi di miglioramenti sia a livello della psiche (in quanto fanno familiarizzare col paziente il saper allontanarsi adattivamente dalle preoccupazioni ed emozioni negative), che del soma. Infatti in questo cotesto, viene ad attivarsi il sistema nervoso periferico parasimaptico, la cui funzione, è quella di rallentare, inibire le attività degli organi del sistema nervoso. Se questo sistema si può volgarmente definire del “riposa e digerisci”; quello simpatico “fight or flight” del “attacca o fuggi”). Man mano che il soggetto riesce a godere di questi stati di benessere, ed acquisire fiducia in se, nelle proprie capacità e nella propria mente inconscia, grazie ai sentimenti nascenti correlati ai suggerimenti di suggestioni ipnotiche; quelli post ipnotici (dopo l’induzione), completeranno la seduta.

Un esempio di quanto scritto sopra?
Un paziente che, in seguito agli stati ansiosi provati, vivrà un senso di nausea allo stomaco, ad esempio potrà trovare giovamento nel visualizzare (appurato essere quello visivo, il canale sensoriale da lui maggiormente utilizzato e nel quale si trova “più a proprio agio”) attraverso le suggestioni ipnotiche del terapeuta, delle zavorre sul proprio stomaco, sollevarsi da esso, magari attaccate a delle mongolfiere che si alzano pian piano per stagliarsi nel cielo primaverile dall’azzurro intenso. Le zavorre attraccate alle mongolfiere, saranno sempre più lontane dallo stomaco del paziente, ed egli starà sempre meglio.

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