Architettura e Psiche

ottobre 14th, 2015 | Posted by admin in Psicologia Sociale - (0 Comments)

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Perché ci capita di prediligere paesaggi naturali, aperti, incontaminati?

Questa preferenza si chiama biofilia e la spiegazione potrebbe risalire addirittura alle radici della storia della nostra evoluzione.

Biofilia (termine coniato da Wilson ’87) quindi è un termine che riecheggia e richiama il nostro passato, i nostri avi, che vivevano ed interagivano in un ambiente totalmente naturale o adattato appena sufficientemente ai fini della sopravvivenza.

L’evoluzione della intelligenza umana ha successivamente messo sotto sopra questa dinamica ed ha visto progressivamente l’uomo adattare a sé l’ambiente e non viceversa.

10.000 anni or sono avviene la civilizzazione ad opera della rivoluzione agraria che a sua volta dà inizio alla Rivoluzione Urbana.

In questi ultimi 10.000 anni non ci sarebbero tracce che il cervello umano si sia modificato; per cui le persone vivrebbero anche nelle grandi metropoli con un cervello però ancora sintonizzato sugli ambienti naturali.

Prove dirette?

L’importanza delle piante da appartamento, del verde intenso delle foglie e del colore appariscente dei fiori, quasi fosse una trasposizione di un paesaggio in versione micro, incontaminato.

Le colonne utilizzate in architettura, surrogati di tronchi d’albero o steli ed i cui capitelli invece surrogati di foglie e fogliame.

Opere architettoniche e rapporti tra le persone

L’architettura e sua progettazione può sicuramente influenzare i rapporti tra le persone. La cosiddetta “sick building syndrome” ovvero sindrome da edificio malato, ne è un esempio lampante. Se l’edificio strutturato per determinati compiti lavorativi ed i relativi lavoratori, non è adeguato, in termini di illuminazione, spazio e colore ad esempio, possono insorgere nel soggetto malesseri fino a veri e proprie strutturazioni di sindromi (più o meno gravi), le quali a loro volta limitano la produttività ed il senso di autoefficacia del soggetto stesso. E’ proprio il caso di porre l’accento quindi sulla relazione: architettura e psiche.

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